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Giulio Romano e Pietro Aretino
I Modi
Fra i molti, anzi infiniti, discepoli di Raffaello da Urbino, dei quali la maggior parte riuscirono valenti, niuno ve n’ebbe che più lo immitasse nella maniera, invenzione, disegno e colorito di Giulio Romano, né chi fra loro fusse di lui più fondato, fiero, sicuro, capriccioso, vano, abondante et universale; per non dire al presente, che egli fu dolcissimo nella conversazione, ioviale, affabile, grazioso e tutto pieno d’ottimi costumi. Le quali parti furono cagione che egli fu di maniera amato da Raffaello, che se gli fusse stato figliuolo, non più l’arebbe potuto amare. - Giorgio Vasari

Thomas Mann
La Germania e i tedeschi
Ma questa storia deve insegnarci una cosa: che non ci sono due Germanie, l’una buona e l’altra malvagia, ma che vi è una Germania soltanto, il cui bene per una perfidia del diavolo degenerò in male. La Germania malvagia è quella buona finita male, è quella buona nella sventura, è il bene precipitato nella colpa e nella rovina.

Maurice Ravel
Il mio Boléro. Tessitura orchestrale senza musica. Interviste e conversazioni
Devo dire che raramente il Boléro viene diretto come io penso che dovrebbe esserlo. Mengelberg accelera e rallenta in modo eccessivo. Toscanini lo dirige due volte più veloce del dovuto e allarga il movimento alla fine, cosa che non è indicata da nessuna parte... Quando ho fatto notare a Toscanini che si prendeva troppe libertà, ha risposto: “Se non lo suono a modo mio, sarà senz’effetto”. Maurice Ravel

Neri Pozza
I modelli di Giorgio Morandi
Un artista della statura di Morandi può tollerare perfino i luoghi comuni riferiti dai cronisti: sentirsi attribuire il più totale disinteresse per la pubblica fama e il denaro, l’idillio di una vita modesta in una casa borghese del centro storico di Bologna, con le tre sorelle che provvedono all’ordine e alla semplicità del suo vivere.

Hermine Wittgenstein
Mio fratello Ludwig, l’architetto
Lavorò con il suo solito impegno travolgente, sicché ogni cosa venne effettivamente realizzata con la voluta esattezza.
Ricordo ancora la volta che il fabbro chiese delucidazioni in merito al buco della serratura: “Ci dica ingegnere, perché un millimetro qui ha tanta importanza per lei?”

Pier Paolo Pasolini
I giovani e l’attesa
Tre scritti giovanili (1942-1943)
Presentazione di Mario Ricci.
Abbandonata senz’altro la facile pompa di una giovinezza intesa come gagliardia o fresca prepotenza, ci ritroveremo dispersi ed umili, in mezzo alla folla che ci soverchia. Coscienti che, prima di essere degni delle nostre speranze, dovremmo segretamente patire in intensità tutte le distese esperienze di chi ci ha preceduto, non abbiamo nemmeno timore di ammettere l’impotenza, o, almeno, l’acerbità, di questo nostro stato d’attesa. Tuttavia quasi spinti da un meccanismo che ci trascende, muoviamo verso il futuro e apriamo le nostre voci, ma chiudendo gli occhi, abbandonandoci, come presaghi della vana fatica e della fine.

Arnaldo Beccaria
L’ultima visita a Giorgio Morandi. Via Fondazza 36
Viene intanto una sorella a intrattenermi, poi un’altra: dolci, gentili, riservate, vagamente conventuali. “Giorgio viene subito”, mi dicono. Morandi ama indugiare a letto la mattina, perché di mattina non dipinge mai; soltanto nelle prime ore del pomeriggio.

Anna Lo Giudice
Surrealismo. Zurigo 1916. Parigi 1924
Tristan Tzara (pseudonimo di Samuel Rosenstock, 1896-1963) romeno di nascita, ma svizzero di adozione, è proprio a Zurigo che ha voluto fondare il suo movimento d’avanguardia: Dada (1916). Movimento in reazione contro la prima grande guerra; non è un caso che esso nasca in un paese neutrale e pacifico...
Il luogo privilegiato dai surrealisti, è uno solo, ed è, indubitabilmente, la strada...
Contiene:
Parigi surrealista e le strade del desiderio
Tristan Tzara e il surrealismo